Cenni di storia
di Ascenzo Riccieri - Memorie Storiche del Comune di Marsciano fino a tutto il secolo XVI
Questo Castello per una di quelle storpiature tanto comuni, dovute talora ad errori di amanuensi e talora alla difettosa pronuncia orale del popolo, è spesso ed anche nei libri pubblici, chiamato con il nome di S.Ellera. La prima menzione di questo Castello che se ne fà dai nostri storici risale al 1280, nel quale anno furono concessi alcuni beni dal Comune di Perugia ai monaci Silvestrini venuti ad abitare nella nostra città, i quali beni in assai buona quantità e valore si trovavano precisamente nelle vicinanze di S.Elena. Nelle scorrerie dell'esercito imperiale sul territorio Perugino (1312) non fu risparmiato il nostro Castello: poiché i soldati d'Arrigo dopo la presa di Marsciano scorsero a Morcella, a Cerqueto, a S.Elena e misero in tutto a ruba e a fuoco. Troviamo ancora notizie su questo Castello negli Annali Decenvirali, che penuriando questo di acqua ed essendo perciò costretti gli abitanti a prenderne in luoghi lontani per i loro bisogni, quei cittadinidi Perugia che avevano a S.Elena i loro possedimenti e gli stessi uomini del Castello chiesero nel 1496 alla città di Perugia che vi facesse un pozzo, al quale scopo il consiglio generale accordò 12 fiorini, e non bastando questi, ordinò ai suddetti cittadini che contribuissero per il resto, con patto espresso che nella bocca di questo pozzo si apponesse l'insegna del Grifo. Altra concessione di 24 fiorini ebbe questo Castello dalla città nel 1532 per restaurare le mura che rovinavano. Queste mura di cui una notte del novembre 1639 crollò con gran fracasso una fila di 48 piedi di altezza e 140 di lunghezza. Circondavano allora tutto il Castello, come si può dedurre dalla quattro torri che costituivano la dimora dei Sansoni e che eran poste in comunicazione fra loro da un ampio cortile. Oggi rimane tuttora visibile sia il cortile che una delle quattro torri conservata ancora in buono stato. La famiglia Sansoni aveva fin dal XV secolo vari possedimenti in S.Elena, risulta che nel 1510 comperasse un podere in vocabolo Palazzone. Si conserva sempre una pianta che Vincenzo Sansoni faceva disegnare della sua villa, ove si scorgono otto viali convergenti tutti nel punto culminante del poggio dove si ammira a tutt'oggi lo stupendo boschetto. Lo stemma dei Sansoni formato da un leone rampante sormontato da una fascia con tre mezzelune si vede ancora in parecchi mobili che si trovano nella villa Sereni in un pozzo addossato alla villa stessa e nella prima pagina di un catasto intestato a Vincenzo, Alberto ed altri Sansoni, depositato dal prof. Vincenzo Sereni negli atti del dottore Benedetto Tassi notaio perugino nel 1886. L'ultimo rampollo dei Sansoni fu una tal Dianira della quale si conserva un ritratto, e sulla qualefino a 10 o 12 lustri or sono perdurava una strana leggenda, originata dalla sua corrottissima vita. Questa Dianira andò in sposa a Costantino Ugolini, nella cui famiglia si concentrano tutti i beni dei Sansoni. E tutto il patrimonio riunito delle due famiglie passò per compra ai fratelli Sereni come risulta dagli istrumenti legali 14 agosto 1809 a 16 settembre 1812.
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